Cantina

La cantina di Montegiove

L’attività vinicola si registra nella contea di Montegiove già nel 1292 e da secoli si producono vini nelle cantine del Castello di Montegiove, come si evince dagli archivi storici presenti nel castello. Ancora oggi, tutte le operazioni relative alla vinificazione, all’invecchiamento in barrique ed all’imbottigliamento vengono eseguite nella vecchia cantina, di cui una parte fu costruita prima del secolo XV. Le cantine sono state modificate negli anni 60 per contenere una maggiore quantità d’uva che derivava da una coltivazione di vitigni incrementata nel corso del decennio, con una capacità totale di oltre 2500 hl, anche per l’invecchiamento dei vini in grandi botti italiane di varie dimensioni, da 5000 litri a 560 litri. Nella cantina, erano presenti anche grandi vasche in cemento per la fermentazione e la conservazione, usate per la “macération carbonique”, c’era uno dei primi modelli disponibili di diraspatrice orizzontale ed una, all’epoca considerata all’avanguardia, pressa Vaslin orizzontale oltre ad una pressa idraulica verticale a doppio montante tradizionale.

Oggigiorno la produzione avviene nella cantina che fu ristrutturata nel 2008 ed attrezzata con vasche di acciaio per la fermentazione con controllo della temperatura e vasche in cemento rimesse a nuovo, di diverse capacità consentendo un maggiore controllo sulla fermentazione oltre alla separazione di varietà e vigneti per quanto riguarda la vinificazione. In cantina vengono utilizzate pompe peristaltiche per il trasferimento dell’uva diraspata e pigiata. Durante la fermentazione e la macerazione vengono eseguite operazioni di rimontaggio e delestage in cui il vino viene trasferito con l’aiuto di pompe peristaltiche o di pompe a girante flessibile e distribuito manualmente con dei tubi sulla cappa nei fermentatori.

Il layout originale della cantina frequentemente permette di usare la forza di gravità per trasferire il vino; quando non è possibile viene trasferito con l’utilizzo di una pompa a cavità progressiva. Talvolta il vino viene filtrato prima dell’imbottigliamento e ciò avviene con l’utilizzo di una filtropressa usando piastre di cellulose riciclabili.

L’affinamento del vino avviene in delle piccole botti italiane, conosciute localmente come “botticelle”, che vengono prodotte nel Veneto con rovere di Slavonia. Nella cantina troviamo anche la barricaia con barrique e tonneaux. Queste barrique di altissimo livello sono fatte di rovere proveniente dalle foreste statali francesi gestite secondo criteri di sostenibilità dall’ONF, l’Ente Nazionale delle Foreste Francesi, (Tronçais, Bercé, Fontainebleau, Haguenau, Compiègne e Bitche); in genere sono di rovere sessile. Questo legno di grana fina viene selezionato con cura e stagionato in maniera naturale, all’aria aperta. Il rovere di provenienza varia è usata dai due “tonnelerie” (produttori di barrique) con cui lavoriamo esclusivamente in Bordeaux e Burgundy rispettivamente. I nostri vini sono “Mis en bouteille au château”: tutti i vini vengono imbottigliati su una mini linea per imbottigliamento il che permette di imbottigliare sia bottiglie demi da 375 ml sia quelle normali da 750 ml sia i magnum da cui tutta l’aria è stata evacuata prima dell’introduzione del vino; vengono usati tappi di sughero naturale di altissima qualità, per garantire e conservare la qualità intrinseca del vino e per far sì che rimarrà così nei decenni a venire.